mercoledì 27 maggio 2009

Barocco Scientifico


Nella Scienza barocca, emergono le figure di Copernico e Galileo Galilei.

Lo scienziato che “vide l’etereo padiglion rotearsi più mondi, e il Sole irradiarsi immoto” è Galileo Galilei che pone una fiducia esclusiva nel metodo conoscitivo della scienza “quanto alla scienza stessa ella non può se non avanzare” attraverso il dubbio “ il dubitare in filosofia è padre dell’invenzione, facendo strada allo scoprimento del vero” ( Lettera del 3 dicembre 1639 a B. Castelli).

La verità per Galileo è figlia del dubbio, della riflessione che non accetta acriticamente il sapere del passato ma lo discute e lo giudica; “una verità non astorica, ma filia temporis che dipende dalla capacità e dalla tenace fatica intellettuale dell’uomo, il quale, se non può uguagliare per numero di conoscenze l’intelletto divino, può tuttavia competere con questo per perfezione e profondità di comprensione” (Geymonat-Brunetti).

Questa sicura fiducia nella possibilità della mente umana caratterizza lo scienziato moderno e lo distingue dai dotti del passato

Nell’ambiente stimolante della città, Galileo inventò un “compasso” geometrico-militare per calcolare la soluzione di problemi balistici, e realizzò numerosi esperimenti che lo condussero alla scoperta delle leggi che regolano la caduta libera dei gravi; studiò il moto dei pendoli e alcuni problemi dimeccanica

Per quanto riguarda l’astronomia, egli dichiarò la sua adesione alla teoria copernicana sin dal 1597 e, in contrapposizione alla concezione geostatica del cosmo elaborata daTolomeo, addusse una teoria delle maree che assumeva il movimento della Terra. L’invenzione del cannocchiale, nel 1609, rappresentò una svolta nella sua attività scientifica: perfezionò lo strumento e lo utilizzò per precise osservazioni astronomiche, che culminarono nella scoperta di montagne e crateri sulla Luna, della Via Lattea come ammasso di stelle e dei quattro maggiori satelliti di Giove Pubblicò le sue scoperte nel marzo 1610 con il Sidereus Nuncius. Inoltre scopri anche le fasi di Venere , le macchie solari e gli anelli di saturno.Appoggio' Copernico nellaTeoria eliocentrica, la quale mette il sole al centro dell'Universo e intorno ad esso ruotano su orbite ellittiche la Terra e gli altri Pianeti del sistema Solare. Per questo motivo ando' contro la Chiesa, grande sostenitrice delle teorie Geogentriche, le quali mettevano al centro dell'Universo la Terra e attorno ad essa ruotavano gli altri pianeti del Sistema Solare e il Sole. La Chiesa lo processo' e , proprio a causa della sua contrapposizione all'ordine religioso, fu mandato in esilio.

Tra le sue opere ricordiamo " Il Saggiatore " e " Dialogo sui due massimi sistemi del mondo ". In quest'ultima opera, inserisce nel lavoro un dialogo tra Sagredo e Salvetti. Inoltre, tra le opere di Galileo ricordiamo

, Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica, pubblicato nel 1638 a Leida, in Olanda, riesamina e perfeziona gli studi precedenti sul movimento e, in generale, i principi della meccanica.Quest’opera aprì la strada che avrebbe portato l’inglese Isaac

Newton a formulare la legge della gravitazione universale, collegando le leggi di Keplero sui pianeti alla fisica-matematica di Galileo.

Galileo gettò le basi del moderno metodo scientifico, che collega strettamente l’osservazione dei fenomeni naturali, il ricorso alla matematica per la formulazione delle leggi scientifiche e la verifica sperimentale, e soprattutto fornì la prima interpretazione della natura in senso rigorosamente quantitativo, basandosi sullo studio delle proprietà geometriche e meccaniche dei corpi – l’estensione, la figura, il movimento – e prescindendo, in prima istanza, dalle loro qualità “secondarie” o soggettive, quali colori, suoni, odori.

Grande è stata la sua influenza sui posteri dal punto di vista filosofico, specie con le opere Sidereus Nuncius e Dialogo, relativamente minori per il contenuto scientifico, ma eccezionale testimonianza della lotta condotta per liberare la ricerca scientifica dai vincoli rappresentati dalle interferenze teologiche.

Intorno al 1870, con la pubblicazione completa dei documenti del processo a Galileo, l’intera responsabilità della condanna dello scienziato fu attribuita alla Chiesa, trascurando il ruolo svolto dai professori di filosofia del tempo che, per primi, persuasero i teologi del contenuto eretico della scienza di Galileo. Un’indagine sulla condanna dell’astronomo, con la richiesta di cancellarla, fu ordinata nel 1979 da papa Giovanni Paolo II e si concluse nell’ottobre del 1992 con il riconoscimento, da parte della commissione papale, dell’errore del Vaticano.


.








Nessun commento:

Posta un commento