mercoledì 27 maggio 2009

Barocco letterario

La letteratura barocca in Italia non ha molto successo, a cusa della presenza della chiesa che adotta
ancora le norme artistiche del Rinascimento.
La letteratura , invece , è fiorente all'estero.
  • In ambito letterario in epoca barocca primeggia l'ampio uso di metafore, allo scopo di ottenere la "poetica della meraviglia", alla quale si collega il "concettismo" (procedimento che sfrutta nessi audaci tra elementi opposti). Altri aspetti rilevanti sono l' "acutezza" e l' "ingegno": esibizione, come segno di prestigio, del possesso delle tecniche più squisite allo scopo di stupire il lettore con questo "culto dell'artificio" (Marino). Quindi, anche in campo letterario, si prova amore per la raffinatezza, per il gioco metaforico. Lo scrittore barocco si concentra sulle forme, quasi per compensare la limitatezza dei contenuti.Si dà anche grande importanza alla descrizione minuziosa fatta pure con aggettivi di peculiarità nascoste appartenenti a uomini ,animali o paesaggi. Nasce un genere innovativo, il romanzo, si sperimentano nuove forme letterarie come il poema eroicomico, la narrativa d'avventura, la prosa scientifica (Galileo Galilei). Si scoprono le risorse della letteratura dialettale ("Lo cunto de li cunti", di Basile). La lingua utilizzata è ormai l'italiano.tra i vari generi letterari seicenteschi, emergono :

Barocco letterario in Inghilterra -- William Shakespeare
Shakespeare, William (Stratford-upon-Avon, Warwickshire 1564-1616), poeta e drammaturgo inglese, una delle più grandi personalità della letteratura di ogni tempo e di ogni paese.Sebbene sussistano molti dubbi sulla cronologia delle opere di Shakespeare, è consuetudine individuare quattro periodi nella sua produzione artistica: il primo arriva al 1594; il secondo comprende gli anni dal 1594 al 1600; il terzo va dal 1600 al 1608; il quarto copre la fase successiva al 1608. In mancanza di dati certi, queste sono semplici congetture, utili comunque per seguire lo sviluppo dell’artista fino alla sua piena maturità. I temi e gli intrecci delle opere teatrali attingono, come pure quelli degli autori suoi contemporanei, dalle cronache, dalla storia, dalla commedia e dalla tragedia classiche, dalla commedia dell'arte italiana, da opere narrative (novellieri, romanzi pastorali, cavallereschi ecc.).

Barocco letterario in Spagna -- Miguel de Cervantes, Do
n Chisciotte
scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo, autore del romanzo don chisciotte, uno dei capolavori della letteratura mondiale.

Nel 1568, ancora studente, pubblicò a Madrid numerose poesie in commemorazione della morte della regina Elisabetta di Valois. Nel 1569 si recò a Roma, dove l’anno seguente entrò al servizio del cardinale Giulio Acquaviva. Poco dopo si arruolò nel reggimento spagnolo a Napoli e nel 1571 combatté contro i turchi nella battaglia di Lepanto, nel corso della quale perse l’uso della mano sinistra. Nel 1575, di ritorno in Spagna, fu catturato da pirati della Barberia, condotto in Algeria come schiavo e trattenuto in vista di un riscatto. Dopo vari, audaci ma anche sfortunati tentativi di fuga, fu alla fine liberato, nel 1580, perché la famiglia e gli amici pagarono il riscatto.

Di nuovo in Spagna a trentatré anni, nonostante il servizio prestato in guerra e l’avventura algerina, Cervantes non riuscì a farsi assumere da una famiglia nobile, come normalmente era assicurato ai veterani che si fossero distinti. Fu in questo periodo che cominciò a scrivere: tra il 1582 e il 1585 compose un gran numero di poesie e di opere teatrali. Molti scritti di quegli anni sono oggi perduti; tra i pochi sopravvissuti si ricorda il romanzo pastorale Galatea (1585), che gli procurò fama ma scarsi proventi. Ottenne impieghi governativi legati al rifornimento di merci alla flotta e alla riscossione delle tasse: in quest’ultima mansione il suo operato non fu chiaro, per cui Cervantes venne imprigionato più volte.

In prigione concepì l’idea della storia di un uomo che immagina di essere un cavaliere errante protagonista di gesta straordinarie come quelle descritte nei racconti cavallereschi medievali. Una prima parte di questa storia, pubblicata con il titolo Il fantastico cavaliere don Chisciotte della Mancia (1605), riscosse un tale successo che nel giro di due settimane dalla pubblicazione ne uscirono a Madrid ben tre edizioni non autorizzate.

Nel 1613 pubblicò le Novelle esemplari, una raccolta di dodici racconti comprendenti storie avventurose, descrizioni della malavita di Siviglia e bozzetti di eventi insoliti e personaggi stravaganti. Uno di questi racconti, Il dialogo dei cani, è particolarmente noto per l’impronta fortemente satirica. Nel 1615 uscì la seconda parte del Don Chisciotte. Quattro giorni prima di morire, Cervantes terminò il romanzo fantastico e allegorica I travagli di Persiles e Sigismonda (1617).


Don Chisciotte



L’opera, il cui titolo completo è la storia di don chisciotte della mancia, è la più importante di Cervantes e viene generalmente considerata il primo romanzo moderno. È una satira brillante, non solo dei romanzi cavallereschi del Medioevo e del primo rinascimento, ma anche dei romanzi sentimentali e pastorali popolari in voga nel suo tempo.

Personaggio principale è don Chisciotte (in spagnolo Quijote), un maturo gentiluomo di campagna, di mezzi modesti, lettore appassionato di romanzi cavallereschi fuori moda, che gli ispirano l’ossessiva ambizione di ricreare la figura del cavaliere errante. Nella prima parte, don Chisciotte, procuratosi armi e armatura e in sella al vecchio Ronzinante, parte per sfidare il male dovunque esso sia. Lo accompagna come scudiero il contadino Sancho Panza, tipica figura letteraria del popolano sciocco e astuto nello stesso tempo.

Nel suo stato di confusione, don Chisciotte si prefigge il compito di difendere orfani, proteggere vedove e fanciulle, soccorrere gli indifesi, servire la causa della verità e della bellezza, ristabilire la giustizia. Le disavventure e le avventure che gli capitano sono spesso affrontate in modo grottesco e inadeguato alla situazione: ad esempio quando attacca un mulino a vento, convinto che si tratti di un gigante, oppure un gregge di pecore, pensando che sia un esercito.

L’ostinazione delle sue illusioni non gli fa ascoltare gli ammonimenti di Sancho Panza, il cui atteggiamento è tanto realistico quanto è idealista quello del suo padrone. Oggi, abbandonata l’interpretazione romantica che vedeva in don Chisciotte e Sancho Panza la contrapposizione e lo scontro tra ideale e realtà, la critica tende a considerare le due figure parti tra loro complementari che mostrano, piuttosto, la complessità dell’individuo.

Ciò risulta forse più evidente nella seconda parte dell’opera, concordemente ritenuta dai critici superiore alla prima per compattezza di struttura: qui il contrasto tra il romanticismo di don Chisciotte e la saggezza pratica di Sancho Panza si attenua e don Chisciotte diventa un po’ più ragionevole, mentre Sancho Panza comincia vagamente a capire le fantasticherie del padrone. Alla fine don Chisciotte ritorna al suo villaggio, si rende conto dell’errore in cui è caduto e abbandona la cavalleria. Subito dopo, si ammala e muore.

letteratura barocca in italia -- Marino e i generi letterari italiani

Napoli 1569-1625), poeta italiano, esponente dello stile barocco e iniziatore di una tendenza letteraria nota come marinismo, attestata nel corso del XVII secolo.

Interruppe la carriera giuridica per dedicarsi alla poesia e a tal fine prestò servizio presso alcuni feudatari napoletani, tra i quali Matteo principe di Capua, del quale fu segretario nel 1592. Introdotto negli ambienti letterari, conobbe fra gli altri Giambattista Manso e torquato Tasso. Dopo essere stato incarcerato per ragioni poco chiare, nel 1600 fuggì da Napoli alla volta di Roma. Qui fu ben introdotto sia negli ambienti politici (fu al servizio del nipote di clemente VII) sia in quelli letterari (frequentò alessandro tassoni, Pietro Sforza Pallavicino, Gabriello Chiaribera). Dopo il 1602, anno in cui uscirono a Venezia le Rime (raccolte nel 1608 con il più noto titolo La lira), al seguito del suo signore Pietro Aldobrandini si trasferì prima a Ravenna e poi a Torino.

La sua fama andava crescendo: lo testimonia il favore dei potenti (Carlo Emanuele I di saviua lo insignì del titolo cavalleresco dell'ordine dei santi Maurizio e Lazzaro) e l'ostilità di alcuni letterati: Gaspare Murtola, offeso per la serie di sonetti satirici intitolata La Murtoleide (1619 ca.), tentò addirittura di ucciderlo. Nel 1610 Marino fu al servizio del duca di Savoia e venne arrestato di nuovo. Le difficoltà non gli impedirono di occuparsi delle opere più ambiziose: lavorò in questo periodo sia al suo capolavoro, l'Adone (poema mitologico ed enciclopedico iniziato prima del 1600 e riccamente stampato nel 1623 grazie al finanziamento di Luigi XVIII(1619), sia ), sia alla terza parte della Lira (1614). A Parigi, dove riuscì a superare indenne le difficoltà che travolsero i suoi protettori, portò a compimento sia l'ampia rassegna di opere artistiche e ritratti di personaggi di tutti i tempi, intitolata La GaleriaLa Sampogna (1620), serie di idilli di tema mitologico e pastorale.. La misura della fama raggiunta da Marino fu evidente al momento del suo ritorno a Napoli, dove fu accolto trionfalmente.

l'Opera principale di Marino è "l'Adone" , la quale narra la storia dell0amore tra Adone e Venere e di Adone ucciso dal Dio Marte per gelosia.L'opera non è uscita spontaneamente ma da una lunga meditazionePer scrivere l'opera, Marino adotta la tecnica del rampino, ovvero le espressioni gia usate da altri autori e adattarle in quel contesto.e inoltre riesce a mettere anche insieme i diversi stili : comico tragico ed eligiaco.

L'opera di Adone doveva essere scritta in 3 libri, pero' a causa delle molteplici digressioni usate da Marino si è arrivati a 20 libri. In conseguenza a cio', si è perso il filo conduttore e l'opera è arriavata ad avere la tematica di un'enciclopedia del sapere. Marino va contro Petrarca , perchè questo parla del concetto di bellezza ideale, mentre Marino parla di bellezza e amor econsumato e sensuale. A differenza di Petrarca, inoltre marino nelle sue opere insierisce sia gli aspetti positivi che negativi della vita e introduce elementi come il l'orologio che indica il senso di fugacità della vita e lo speccho che da una visione illusoristica della realtà.

in Italia vanno di moda generi letterari come:

  • poema eroicocomico che è una parodia del poema cavalleresco. L'opera rappresentante di questo genere, è la " secchia rapita " che parla appunto della lotta tra modenesi e bolognesi per questa secchia.
  • la fiaba,con il poema di basile " il cunto de li cunti". è simile al Decameron di Boccaccio, solo che le storie sono narrate da commari napoletane in dialetto napoletano.
  • romanzi picareschi,il cui genere deriva dal termine " picaro", ovvero quei ragazzi del sud che per guadagnarsi da vivere imbrogliavano le persone.
  • commedia dell'arte,fondata e rappresentata da girovaghi.Qyesti attori improvvisavano storie su un determinato canovaccio e , i personaggi erano fissi e gli attori erano solo di sesso maschilePer la volgarità delle battute, inizialmente erano mal viste, specialmente dalla chiesa.
  • il melodramma,opera composta com un rapporto musica - testo. Nel barocco , a causa dellìarteficiosita, perde la dignità in quanto c'è un disquilibrio tra testo e parole


è scopo del poeta quello di meravigliare

Giambattista Marino




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